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mercoledì 4 maggio 2011

Metastasi. Sangue, soldi e politica tra Nord e Sud. La nuova 'ndrangheta nella confessione di un pentito - Gianluigi Nuzzi - Antonelli Claudio

Gli argomenti descritti in questa lucidissima opera sono, purtroppo, ormai vecchi di 30 anni, solo che, al solito, molti li hanno volutamente dimenticati. Trent'anni di bustarelle e omicidi per ottenere licenze edilizie e controllare una buona parte degli immobili commerciali del Nord Italia avendo un ferreo dominio sul territorio anche grazie alla continua e capillare attività di estorsione, al traffico di armi e di cocaina in tutta l’area lombarda. Il libro è avvincente pagina dopo pagina perché descrive crude ed amare verità.

La testimonianza di Di Bella viene considerata credibile e presa seriamente in considerazione sotto diversi punti di vista da parte dei magistrati e dalle corti che lo hanno ascoltato in diverse città. Il soggetto in questione ha dimostrato un grande coraggio nel cercare di aiutare la giustizia a far luce su episodi criminali da parte di quest’imponente organizzazione che ha il monopolio in molti settori.

Come accennato, il testo è particolarmente interessante in quanto parla chiaramente di fenomeni di ardua trattazione quale i sequestri, le estorsioni che hanno colpito degli onesti commercianti che hanno fatto della loro attività unica fonte di sostentamento e dei rapporti con la mafia siciliana. Il libro parla anche della strage di Capaci del 1992 in cui perirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morbillo e alcuni agenti della scorta.

In conclusione possiamo affermare che l’opera offre al lettore notevoli spunti di riflessione su un fenomeno che non è stato ancora risolto e di cui tutti devono prendere consapevolezza.

La Pianura padana come l'Aspromonte. Ormai le 'ndrine controllano il Nord e fanno affari con chiunque. Questo volume offre una prospettiva inedita per capire un fenomeno ormai "vecchio" di trent'anni. Solo che tutti hanno fatto finta di niente. Un esercito di 1500 persone che controlla dagli anni Settanta non solo il traffico di armi e di cocaina ma anche un'importante quota della liquidità lombarda; sì, quella dei salotti buoni, dei politici, dei cavalieri del lavoro, delle camere di commercio, delle amministrazioni locali. Trent'anni di mazzette (e se necessario di omicidi) per ottenere licenze edilizie e controllare una buona parte degli immobili commerciali del Nord Italia avendo un dominio ferreo del territorio anche grazie alla continua e capillare attività di estorsione. Adesso la testimonianza di un pentito qui raccolta permette di capire perché tutto ciò è stato possibile e di avere a disposizione verità e retroscena a volte incredibili: il boss che si intrattiene con il futuro ministro, il traffico d'armi con le Br, il commercio di uranio, l'incontro con Andreotti, il patto tra 'ndrangheta e cinesi, il caso di un industriale delle armi rapito, poi liberato, ed eletto in Parlamento per fare gli interessi della 'ndrangheta. Una soluzione per ogni problema. Soprattutto per riciclare denaro sporco e fagocitare le attività produttive più redditizie. Tutto fatto secondo rituali e regole che arrivano da lontano e che si appoggiano su ferrei codici familiari e amicali.

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