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lunedì 25 luglio 2011

Il suo nome è passione - Alawiya Sobh

Dal mondo arabo, un romanzo d’amore che si compone come un’ode di struggente intensità al corpo della donna.
Non è solo il mio amore, ma anche il mio compagno, la mia anima gemella, mio figlio, e qualcosa di più ancora, qualcosa che conosco e che posso descrivere con un unico nome: passione.
A dirlo è Nahla, una donna di cinquant’anni e voce narrante di questo romanzo in cui racconta la storia d’amore di lei, musulmana, per un cristiano. L’amore di una vita, anche se per forza di cose irrealizzato, o meglio incompiuto. Perché uno sviluppo ancorché frammentario e clandestino, l’ha avuto.

Vero protagonista è però il corpo di Nahla, di cui lei osserva le trasformazioni nel tempo senza cedere alla disperazione. Ci racconta la sua storia nella relazione con l’amante eterno, ne esplora la memoria, ripercorrendo le esperienze che hanno segnato il suo rapporto con quel corpo. Senza rimpianti. Cinquant’anni non significano per lei la fine del desiderio. Anzi:
La consapevolezza della mia femminilità e del mio corpo è più forte oggi che nella gioventù.

Cenni biografici sull'autrice:

Alawiya Sobh è una scrittrice impegnata sul fronte della difesa della donna, è nata a Beirut nel 1955 e ha studiato letteratura araba e inglese all’Università Nazionale del Libano. Tra il 1980 e il 2005 ha collaborato con i principali quotidiani e riviste del suo paese, e con la radio nazionale. Spesso invitata a conferenze internazionali sul tema della donna, nel 1986 è diventata direttrice del magazine femminile arabo più letto a quei tempi, “al-Hasnaa”, e nel 1990 ha fondato “Snob”, un incrocio tra “Vogue” e “Vanity Fair” che è oggi il magazine femminile più diffuso nel mondo arabo, e che tuttora la Sobh dirige. Ha al suo attivo tre romanzi, uno dei quali (Mariam delle storie, 2002) è stato tradotto in Francia da Gallimard e in Germania da Suhrkamp.

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